|
6 novembre 2006
ALTERNATIVA AGLI SPORT CONVENZIONALI
Cari amici, in un epoca di offerterte di "Hobbies" tendente ad infinito stanno prendendo sempre più piede gli sport alternativi a quelli convenzonali.Uno gra tutti è il SOFTAIR , sport che in Italia è accreditato dal CONI, riconosciuto come sport di nicchia vata fra le sue schiere alcune migliaia di persone. La provenienza dei giocatori di Softair definiti in gergo Softgunner è la più variegata ci possiamo trovare dal medico, all'operaio metalmeccanico, dal avvocato alla commessa del supermarket sotto casa insomma una varietà di ceti e persone legate fra loro da questa passione. Ma andiamo per ordine, cos'è il softair, come si districa l'attività svolta dai softgunner e sopratutto quali le modalità per svolgere questo spot.
Il Softair nasce come gioco di ruolo in Giappone e verrà importato in Italia viene introdotto alla fine degli anni ottanta con l’importazione delle ASG (Air Soft Gun) repliche di armi, con funzionamento ad aria compressa debole ( da qui il nome soft-air o “aria soffice”) che lanciano pallini di plastica biodegradabile, sferici di 6 mm di diametro con peso di 0.12-0.30 g. a distanze che vanno dai dieci ai quaranta metri a seconda del tipo di ASG. I giocatori sono adeguatamente protetti per evitare colpi diretti al viso, e indossano abbigliamento mimetico, fondamentale per confondersi nella vegetazione (dove si svolgono la maggior parte degli incontri) e prendere di sorpresa l’avversario. Le eliminazioni si basano sull’ autodichiarazione (è necessaria quindi una forte dose di onestà da parte dei giocatori) e sull’arbitraggio.
continua.....
| inviato da il 6/11/2006 alle 17:0 | |
14 luglio 2006
Lavoro interinale - parcheggio infernale
Hanno 2006, dopo anni di promesse sul mondo del lavoro, quello che era un palliativo per gli eccessi di lavoro nelle aziende, oppure per avviare per cosi dire i giovani al modo del lavoro, si è trasformato in una nuova tratta degli schiavi. La legge inventata per regolamentare l'avvio al lavoro dei più giovani, oggi forviata nella sua essenza ed abusata vede nelle sue schiere il sempre crescente numero di addetti, che tutto si può dire tranne che siano giovani senza esperienza. Ebbene si, ci siamo riusciti, con la formula collaudata all’italiana a fondare un nuovo regime di schiavitù, dove non vi sono più catene ne fruste che però vengono soppiantate da contratti a brevissimo termine, periodi di prova ecc.. Dal lato loro le agenzie di lavoro temporaneo sanno bene come sfruttare questi mezzi, pur la dove non si potrebbe fare, sfruttano i loro "dipendenti" fino all’osso o per meglio dire, sino a che un azienda utilizzatrice non decide di assumerlo in proprio. Alcuni esempi, bè, subito detto: Il titolare chiama il suo referente della fantomatica azienda interinale per comunicare di non rinnovare più il mandato con loro perché il dipendente o la dipendente che presta servizio da loro sarà assunto da questi a tempo indeterminato. La risposta più schioccante è: Ma se lo lasci ancora con noi per tre mesi cosi mi ripaghi la selezione !!?? In mezzo a questa guerra di cifre, di budget e di mercato vi sono i lavoratori che tutto sono fuorché numeri , sono uomini e donne che per vicissitudini o per esigenza si debbono prestare a questi giochi ignari di quello che si cela dietro di loro. Un consiglio datomi proprio da chi viene dal settore e lo ha lasciato perché schifato da tutto ciò, cari lavoratori quando lavorate per un agenzia interinale fate fare un bel controllo alle vostre buste paga e soprattutto vedete come vi vengono calcolate le ferie. Le ferie cari amici devono essere calcolate sulla durate del contratto e non sui giorni di lavoro realmente effettuati, comunque un qualsiasi sindacato o CAF ve lo può spiegare.
Attenzione che oltre al danno c’è la beffa.
VX

| inviato da il 14/7/2006 alle 16:7 | |
5 luglio 2006
Il Foglio del mercoledi Editoriale dei lavoratori di Hera Modena
Cari lettori, da un pò di giorni sono venuto a conoscenza di un editoriale indipendente redatto dai lavoratori di un azienda modense di grande spicco. Hera Modena, facente parte del gruppo Hera nasce ancor prima come Meta S.p.a, questa società si occupa di servizi per la città di Modena (Gas- Acqua - Elettricità). Florida realtà locale che nel corso degli anni ha saputo investire e consolidare la sua crescita nella gestione dei servizi. Dal 2006 a seguito di una "fusione" ha cambiato nome divenendo Hera Modena e mantenendo le stesse funzioni. All’interno di questa azienda i lavoratori hanno fondato un editoriale dove vengono messi in evidenza i problemi e le novità dell’azienda. Alcuni scritti di questa testata indipendente hanno però suscitato non poche polemiche e reazione da parte dei nuovi vertici della società, non abituata a interloquire con le masse. La situazione in Hera Modena negli ultimi mesi sta degenerando in maniera vistosa, non si capisce se vi sia la reale volontà di colloquiare e di trovare un accordo oppure di imporre la propria autorità sulla struttura acquisita. Ho pensato di aprire un dibattito sul loro forum che trovate all’indirizzo http://www.ilfogliodelmercoledi.it e le reazioni emerse sono le più variegate, si denota la presenza di due fazioni, da un lato gli operai e dall’altro gli impiegati. La cosa pare normale in un azienda di queste dimensioni, ma il fatto interessante è che ognuno di loro dice le medesime cose ma con termini diversi. Purtroppo tutti si sentono in pericolo e tutti si guardano con sospetto, facendo cosi il gioco di chi da sopra le parti osserva. Molti cambiamenti sono stati fatti in questi mesi e con non poche polemiche ma con scarsi risultati, ora la domanda è semplice invece di coltivare il proprio orticello non è il caso di unire le idee e le problematiche e fare un fronte unito, al di la delle ideologie di base? Non è il caso si salvaguardare i lavoratori e non le fazioni?
A voi la risposta.
| inviato da il 5/7/2006 alle 10:36 | |
21 giugno 2006
IL GRUPPO HERA HA TIRATO TROPPO LA CORDA
Lunedi 19 Giugno 2006 presso il Circolo aziendale di Hera Modena si è tenuta l'assemblea per discutere i metodi di azione contro le decisioni prese dall'alta direzione di Hera Modena. Il fatto è che a fronte della fusione fatta fra Hera e la ormai ex META Spa si sono verificato dei movimenti al principio solo dirigenziali per poi colpire anche i lavoratori. Le promesse fatte all'inizio dell'avventura della fusione furono che "Nessuno verrà spostato contro la propria volontà", lunedì i lavoratori si sono trovati a discutere i metodi di lotta per evitare proprio questo. Modena città ad altissimi contenuti industriali, Modena città che ha avuto la capacità di far crescere una realtà esclusivamente municipalizzata in una florida azienda del settore dei servizi. Ora dopo questa crescita che cosa si fa? Si vende o meglio si fa una bella fusione e cosi all’improvviso le figure che lavorano nell’azienda assorbita divengono ingombranti perché già esistenti a livello di gruppo. Ora i lavoratori riconoscendo la forza della tutela dei sindacati confederati hanno chiesto di agire in maniera incisiva prendendo una posizione ferma che trovi delle valide alternative al trasferimento presso altre sedi di questi lavoratori. Ora il fulcro della questione non è il trasferimento di un reparto o di qualche lavoratore, ma è la decisione imposta unilateralmente dall’azienda di fare questi spostamenti. Siamo a Modena città storicamente di sinistra, città ove i sindacati sono forti e sostenuti dalla maggioranza dei lavoratori e se questi fatti vengono portati a compimento proprio qui cosa dobbiamo credere, che non vi sia più una vera politica di colloquio fra le parti, che gli strascichi di un governo appena passato siano ancora vivi nelle menti che guida le aziende oppure siamo davanti a un riflusso storico che riaccenderà le proteste dure di vari anni fa. Una cosa è certa che i cittadini sono allo scuro di tali fatti e ignorano di aver perso l’azienda che era la bandiera del loro comune. La protesta dei lavoratori la si poteva leggere su "IL FOGLIO DEL MERCOLEDI" ove i toni nelle ultime settimane sono cresciuti esponenzialmente per sfociare lunedì nell’assemblea. Rimaniamo in attesa degli sviluppi per capire che rotta prenderà la nave delle trattative, se verrà fermata sugli scogli oppure entrerà nel porto del buon senso.
| inviato da il 21/6/2006 alle 8:43 | |
6 giugno 2006
TRENKWALDER: LICENZIARONO - CENSURARONO MA ALLA FINE PAGARONO
Cari lettori del blog. Eccomi qui con le novità arrivatemi fresche dalla conclusione della trattativa contro TRENKWALDER. L’azienda non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito all’accaduto, ne tanto meno alla trattativa, di certo l’unica considerazione che si può fare è che il loro silenzio sia un ammissione delle proprie colpe. Per tal ragione hanno deciso di risarcire lautamente le lavoratrici, o, per meglio dire hanno reputato più opportuno pagare il silenzio onde evitare una causa che di certo avrebbe creato ben più alti danni. La fase finale della trattativa svoltasi ieri 6 Giugno 2006 presso la sede di confindustria di Modena ha visto le parti incontrarsi per firmare gli accordi individuali per "l’esodo" come riportato nell’accordo, ove le lavoratrici vengono risarcite per tutti gli illeciti perpetrati dalla Trenkwalder srl. Di certo la reputazione di un azienda che vanta di saper gestire le risorse umane ne è uscita piuttosto malconcia, se si considera infatti che gli errori formali e procedurali erano in percentuale molto elevati, inoltre gli atteggiamenti della trenkwalder nei confronti della lavoratrice in stato di gravidanza non sono stati dei più sensati.
Ora giunti a questo punto il caso è chiuso… o forse no, la questione etica comunque rimane aperta in linea di principio e proprio dei principi infranti si dovrà a lungo discutere in modo che un tale evento non si ripresenti alla porta dei lavoratori.
VX
| inviato da il 6/6/2006 alle 10:0 | |
25 maggio 2006
LA CENSURA CONTRO IL BLOG
Cari amici per chi lo ha già fatto ed ha visitato l' altro blog saprà di certo che è in atto un tentativo di censura da parte della TRENKWALDER Srl nei confronti del blog di protesta. Dovete sapere che nei giorni scorsi è stata inibita la possibilità ai dipendenti della TRENKWALDER di poter visionare dai PC dell'ufficio il nostro blog. Bello è nel 2006 si può vedere di tutto che dite? Ora io mi chiedo se sia possibile fare questo, inaudito molti gridano altri accettano e basta. La consolazione è che chi lavora ancora presso questa azienda la sera se li può leggere in santa pace nella propria abitazione. Comunque onde evitare che credesse di averla fatta franca altri blog mirror sono sparsi per la rete, e ribadisco il mio messaggio non ci fermerai non ci imbavaglierai. Siamo in uno stato di diritto e non in un regime. A voi la parola!!
Il vostro VX
| inviato da il 25/5/2006 alle 22:58 | |
25 maggio 2006
DA MODENA:TRENKWALDER 5 LAVORATRICI LICENZIATE
Cari lettori del blog mi presento con il mio pseudonimo per ora VX in questa mia prima pubblicazione vorrei mettere alla vostra attenzione un evento paradossale e assurdo, ma nel contempo vi invito a visitare un altro blog che sta tanto facendo parlare di se dentro e fuori la rete. Il blog in oggetto è attivo per manifestare contro il licenziamento ingiustificato di 5 lavoratrici di una azienda per il lavoro temporaneo, che detta in parole meno complicate un agenzia che fornisce lavoratori interinali. Le lavoratrici della TRENKWALDER in quanto dipendenti dirette e non interinali, aventi un regolare contratto a tempo indeterminato si sono trovate dall'oggi al domani in mezzo ad una strada. Vi lascio per ora il comunicato stampa dei sindacati e poi vi invito a leggere il blog dell'assemblea permanente.
http://www.splinder.com/mediablog/vocedellavoro/media/
TRENKWALDER: 5 LAVORATRICI LICENZIATE La Trenkwalder, azienda di lavoro somministrato (interinale) con sede legale a Modena presente in diverse citta' italiane del centro/nord con oltre 50 dipendenti su base nazionale, ieri pomeriggio ha licenziato cinque lavoratrici modenesi senza alcun preavviso per riduzione del personale. 'La cosa sconcertante di questo atto- commenta la Filcams-Cgil in una nota- e' che in questa azienda esistono buone relazioni sindacali: l'anno scorso e' stato firmato uno dei primi contratti aziendali del settore' e proprio a marzo l'azienda aveva illustrato al sindacato e alla Rsa 'l'andamento economico dell'anno appena passato', con 'dati di crescita del primo trimestre 2006 superiori del 50% rispetto all'anno precedente e l'intenzione di procedere ad un'espansione con nuove filiali'. Il sindacato contesta all'azienda vari 'comportamenti scorretti': non avere informato preventivamente il sindacato dei licenziamenti, come previsto per legge e dall'accordo aziendale; l'inosservanza degli adempimenti obbligatori in tema di licenziamenti, che diventano cosi' inefficaci. Non solo: tra le lavoratrici licenziate, 'una e' in gravidanza, un'altra e' a casa per una grave malattia, mentre un'altra e' il Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza'. Inoltre, 'un altro fatto gravissimo e' avvenuto in una filiale della regione: due responsabili dell'azienda che erano andati a consegnare il licenziamento immediato ad una lavoratrice, avendo questa chiesto chiarimenti sulle motivazioni del licenziamento, l'hanno aggredita sbattendola fuori dalla filiale. Questo episodio e' gravissimo- conclude la Cgil- ed il sindacato intende andare fino in fondo per evitare che al giorno d'oggi possano avvenire fatti simili'. In ultimo, un'altra anomalia: 'Tutti le dipendenti licenziate erano iscritte alla Filcams-Cgil di Modena. Qualora il sindacato venisse a sapere che questo atto e' servito anche per scoraggiare le iscrizioni alla Cgil, prontamente denuncera' l'azienda per attivita' antisindacale'. 12/05/2006 17.05
Aspetto un vostro supporto qui ma soprattutto sul blog della protesta, per dare forza alle parole.
Il vostro VX
| inviato da il 25/5/2006 alle 22:26 | |
|